FONDAZIONE A.I.G.A.

Giuseppe Taibi - Avvocato in Agrigento e componente C.d.A. Fondazione A.I.G.A.

Fondazione A.i.g.a. e prospettive europee

Il rapporto tra mercato e avvocatura, una sfida importante

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Fondazione A.i.g.a. e prospettive europee (*)

Quando penso alla costruzione dell’Europa mi emoziono sempre.
Quasi mezzo miliardo di persone che, memori dei conflitti delle precedenti generazioni , scelgono di realizzare uno Spazio Europeo di Libertà , Sicurezza e anche Cooperazione Giudiziaria.
Un’Europa che negli ultimi anni ha accelerato il suo cammino se nel 1998, quando frequentavo il primo programma Grotius organizzato dal CCBE proprio sul tema della Cooperazione Giuridica e Giudiziaria in Europa, dei 25 Avvocati e magistrati presenti i giovani dell’Est (i più numerosi e preparati) immaginavano lontanissimo nel tempo il loro ingresso in Ue e invece oggi l’allargamento ad Est è una realtà.
L’Europa delle professioni è una realtà tangibile se il mio piccolo studio di Agrigento ha già ospitato nell’ultimo biennio prima un praticante Tedesco e poi uno Svizzero.
Adesso nel progetto di Costituzione europea all’esame della Conferenza Intergovernativa la cooperazione giudiziaria diventa un’attribuzione propria dell’Unione Europea e delle sue Istituzioni al fine di ravvicinare le legislazioni degli Stati membri , favorire il reciproco riconoscimento delle rispettive decisioni giudiziarie e promuovere forme di cooperazione sempre più incisive.
Proprio l’elaborazione di una Costituzione Europea ha riacceso il dibattito sul nostro ruolo e , in un quadro di valori fondamentali , alla professione forense non può che essere riservata una posizione di rilievo atteso il suo ruolo di garanzia dei diritti dell’individuo .
In questo stesso momento delle professioni si sta occupando la Commissione della Concorrenza che, partendo da una ricerca dell’Istituto Viennese di alti studi secondo cui più è elevato il livello di regolamentazione minore è l’efficienza e più ridotta è la diffusione della ricchezza, ritiene che un minor livello di normazione assicuri un più ampio mercato professionale in cui vi sia maggior concorrenza e si possano offrire nuovi servizi.
Di contro il Parlamento Europeo ha ribadito che la professione di avvocato è garanzia del diritto fondamentale alla difesa e di applicazione del principio dello stato di diritto e che le regole sono necessarie , nel contesto di ciascuna professione ,per assicurare l’imparzialità, la competenza, l’integrità e la responsabilità dei membri della professione .
Il CCBE ha sostenuto che le regole destinate alle professioni legali, atteso l’interesse pubblico che perseguono, si sottraggono alla disciplina della concorrenza.
Pur partendo dal dato di fatto che le professioni hanno regole diverse nei diversi Stati Membri, sarebbe opportuno trovare un denominatore comune da cui partire per armonizzare le diverse regole.
Ho grande rispetto della disciplina europea della Concorrenza che è tra le più avanzate al mondo e ha già portato notevoli benefici nell’Unione Europea.
Come libero professionista non posso dimenticare che l’Antitrust, come ci ricorda Guido Rossi , è un problema soprattutto di filosofia sociale e politica e si configura in primo luogo come strumento di libertà: sia libertà di impresa , sia libertà dei consumatori sia in una parola libertà dei cittadini(Antitrust e teoria della giustizia).
Peraltro a tale disciplina mi sono appassionato anche per aver svolto la parte pratica del programma Grotius presso il Prof.Aurelio Pappalardo che ci onora della sua partecipazione al comitato scientifico della Fondazione Aiga.
Guardo ,quindi, con fiducia al rapporto sulla Concorrenza nelle professioni che la Commissione Ue predisporrà per l’inizio del prossimo anno.
E’ tuttavia importante è che i migliori avvocati italiani partecipino al dibattito in corso perché l’Europa possa meglio apprezzare i valori della nostra tradizione.
Il metodo, poi, non potrà che essere quello del dialogo costruttivo che deve accompagnare ogni grande riforma.
“La professione si dovrà basare sui valori secolari della sua tradizione per conciliare le due ragioni che si oppongono:quella dell’efficacia economica e quella della dedizione alla società civile”(Lucien Karpik,”Gli avvocati”,Gallimard,Idee,p.464).
L’avvocato , a mio modesto parere, deve essere un uomo di cultura. Cultura intesa come conoscenza dell’uomo e della sua complessità, perché uomo è colui che all’avvocato si rivolge e uomo è colui che giudica.
La nuova grande Europa e l’apertura delle frontiere nell’area del Mediterraneo richiedono un pensiero complesso che , come ci ricorda Edgar Morin, colleghi insieme, riconosca e difenda le qualità della vita , le sue identità : arte di vivere, saggezza, poesia e comprensione.
Ma in un mondo nuovo noi giovani sentiamo forte il richiamo ad una modernizzazione della professione e guardiamo anche all’impresa quale modello per offrire una prestazione migliore; senza peraltro dimenticare che a loro volta le imprese oggi guardano alle professioni su temi fondamentali quali la formazione permanente e l’etica, sganciandosi finalmente dalla sola responsabilità nei confronti degli azionisti e abbracciando il tema della responsabilità sociale anche come fattore di maggiore competitività.
Proprio per raccogliere la sfida della nuova professione nasce la Fondazione Aiga “Tommaso Bucciarelli” che aspira a fare ricerca e innovazione su questi temi avvalendosi della collaborazione di un prestigioso Comitato Scientifico.
Per tale motivo la Fondazione ha appena presentato innovativi modelli di formazione da utilizzare per la formazione permanente.
Indipendentemente da chi si occuperà della formazione degli avvocati, è certo che la formazione dovrà basarsi sulla diffusione della conoscenza degli ordinamenti nazionali, del diritto comunitario e del diritto internazionale così come sarà indispensabile diffondere una comune cultura della giurisdizione.
Su deontologia e formazione si svolgerà presto un interessante convegno per ricordare che la deontologia è una risorsa oltre che un pilastro della nostra professione.
Altro oggetto di ricerca è la Conciliazione la cui efficacia potrà essere garantita solo dalla alta professionalità di conciliatori e difensori Conciliazione che ha il vantaggio di aiutare le parti a trovare loro stesse la soluzione ; condizione importante questa per la durata dell’accordo e per la prosecuzione del rapporto interrotto al sorgere della controversia.
Inoltre grandi energie la Fondazione sta dedicando al tema della dimensione strategico-organizzativa degli studi legali studiando regole di organizzazione degli studi ( e traducendo testi stranieri su tali temi), evidenziando i vantaggi del lavoro in team ancora troppo trascurato nella nostra professione, approfondendo la grande risorsa costituita dalle tecnologie sia per la ricerca giuridica (cd e internet) sia per l’organizzazione (programmi di gestione) sia per lo svolgimento del processo (processo telematico), individuando, ancora , le dimensioni di uno studio legale in funzione dello specifico settore di azione , aiutando lo sviluppo delle reti tra studi legali, segnalando i nuovi servizi da fornire a singoli o imprese.
Il mercato dei servizi è in continua crescita e contribuisce a gran parte del Pil dell’intera unione .Diventare l’economia della conoscenza più competitiva è una sfida che le professioni intellettuali non possono lasciarsi sfuggire.
La Fondazione ha anche sostenuto l’annuale Italian Cyberspace Law Conference,uno degli appuntamenti più importanti in Italia dedicati al diritto delle nuove tecnologie, dell’informatica e delle telecomunicazioni.
Ciò anche per indagare in che modo le nuove tecnologie possono influire sulla qualità della prestazione liberando il professionista da adempimenti burocratici e facendolo concentrare sulla capacità di argomentare , sulla creatività e sulla migliore strategia di difesa dei diritti,.
Qualità della prestazione che dipende anche da standard organizzativi che possono ben essere certificati da terzi.
Qualità della prestazione che non è disgiunta dalla qualità della vita del professionista che da una recente indagine on line di AD interim reputa fonte principale di soddisfazione sul lavoro il riconoscimento dei propri meriti, il contatto con le altre persone , la sensazione di crescere professionalmente , l’assunzione di responsabilità.
Il nostro rapporto con i clienti è basato sulla Fiducia .In questa società complessa la crisi di fiducia investe ogni ambito sociale e l’avvocato deve investire nell’educazione di un “cittadino attivo” che non solo sappia ma interiorizzi che i diritti di cui godiamo sono sostenuti unicamente dalla buona osservanza dei nostri doveri.
Un recente libro di Will Hutton “Europa versus America.Perché la nostra economia è più efficiente e la nostra società più equa” ci consegna una testimonianza di giustificato ottimismo sul nostro destino.
E’con questa consapevolezza e con quella del ruolo che la tradizione ci affida che noi giovani avvocati dobbiamo affrontare la storica opportunità dell’ Europa.
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*) Intervento tenuto nell’ambito del Congresso Straordinario AIGA “Spazio giuridico Europeo - Dai principi costituzionali europei all'armonizzazione degli ordinamenti nazionali” (Venezia 14-16.XI.2003).

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Il rapporto tra mercato e avvocatura, una sfida importante (*)

Il rapporto tra il mercato e l’avvocatura è la sfida più importante che noi dobbiamo affrontare oggi.
“La professione si dovrà basare sui valori secolari della sua tradizione per conciliare le due ragioni che si oppongono:quella dell’efficacia economica e quella della dedizione alla società civile”(Lucien Karpik, ”Gli avvocati”, Gallimard, Idee, p.464).
Proprio per affrontare questa sfida la Fondazione Aiga ha, tra le altre cose, istituito una commissione di studio per la ricerca, la formazione e l’informazione sulla dimensione strategico-organizzativa degli studi
legali. Per migliorare le nostre prestazioni ogni giorno dedichiamo sempre più tempo e risorse all’organizzazione ed è giusto che la dimensione strategico-organizzativa degli studi legali diventi oggetto di approfondimento anche al fine di elaborare regole comuni come in altri ordinamenti che da tempo offrono linee guida e pubblicazioni sul tema. Cercando di offrire alcuni spunti ad un dibattito che speriamo prosegua vivace e appassionato ,partirei dall’esame della realtà nella quale ci troviamo oggi ad operare.
Sempre più spesso ci si sposta a vivere in città medio-piccole alla ricerca di una dimensione umana e di una migliore qualità della vita e in futuro anche a livello amministrativo “diventerà sempre più importante il
rapporto con i poteri più legati alla vita delle comunità locali,dai Comuni alle province,dalle comunità montane alle università,dalle camere di commercio agli enti fiera” (De Rita). Il nostro tessuto produttivo ,inoltre,si fonda sulle PMI che in Italia rappresentano l’85% delle imprese esistenti e in esse operano il 52% degli occupati;tra esse le più vivaci appaiono le medie che l’ultimo rapporto Censis definisce innovative, internazionalizzate, intraprendenti e incisive.
Il tutto in un quadro economico-istituzionale Europeo che si appresta a vedere la presenza di 25 Stati.
La nostra professione, da sempre attenta ai mutamenti della società, diventa più complessa per il proliferare delle prescrizioni giuridiche(e delle fonti) e costretta a dare risposte in tempi sempre più serrati.
In questo contesto sembra superata la figura del professionista singolo senza struttura e molti si associano cercando le formule più adatte e dando vita a studi medio-piccoli ben organizzati (organizzazione di mezzi, persone e risorse). Organizzano il lavoro sfruttando al meglio le tecnologie (computers,programmi di gestione, fax, cellulari, cdrom per la ricerca giuridica e internet per la comunicazione via e-mail e per la comunicazione al pubblico con il sito oltre che per completare la ricerca giuridica).
Tutto questo per avere più spazio per l’approfondimento,l’aggiornamento e la formazione permanente così come per la capacità di argomentare e la creatività, ancora oggi elementi fondanti della nostra professione aiutati dalla collaborazione del computer che alleggerisce la nostra mente attraverso la memoria.
La flessibilità, in passato solo risorsa culturale della nostra professione,diventa oggi anche flessibilit organizzativa ed economica per affrontare le diverse congiunture rispettando i valori del nostro lavoro.
La possibilità di lavorare in team migliora la qualità della nostra prestazione (abbassando anche i costi) e anche psicologicamente crea più stimoli rispetto alla professione svolta singolarmente.
Questo ci prepara a lavorare in rete.
La società ormai organizzata in rete e si moltiplicano le reti di professionisti alla ricerca del modello migliore di collaborazione per offrire standard di qualit elevati e simili ai clienti in diverse parti del territorio.
La certificazione di qualità per l’organizzazione delle attività dello studio diventa utile sia per partecipare agli appalti europei sia per certificare il rispetto di norme deontologiche a garanzia della qualit della prestazione.
La deontologia resta il cardine della nostra professione. Paul Martens ci ricorda che è importante che l’avvocato mantenga e rinforzi le esigenze fondamentali della sua deontologia,senza cui non avrebbe alcuna ragione di sottrarsi agli imperativi economici che si applicano a un qualsiasi prestatore di servizi.
Così la nostra professione deve avvicinarsi allimpresa per imparare le regole organizzative e gestionali senza per confondersi con l’impresa. Anzi la professione diventa modello per l’impresa se come ci ricorda Deiana le imprese si professionalizzano.
Forse, ormai, superata la visione europea che distinguendo solo tra imprese e lavoro subordinato fa rientrare le libere professioni nelle prime mentre noi lavoratori della conoscenza siamo un terzo genere.
Un tessuto di studi medio-piccoli organizzati e di qualità, poi, garanzia per evitare i conflitti di interesse che in futuro sar uno tei temi più scottanti per il professionista a garanzia della sua autonomia e indipendenza.
Allo stesso modo gli studi medio-piccoli ,specializzati e organizzati in rete, garantiranno un maggiore rispetto della concorrenza.Tema del quale dovranno farsi carico i Consigli dellOrdine per evitare i monopoli (ad es. in alcune materie).
Il processo telematico aiuterà, poi, a rendere pi efficiente la giustizia abbattendo le barriere spaziali che oggi ostacolano la competitività degli studi tra loro.
L’associazionismo, infine ,ci permetter di difendere i valori comuni e ci renderà più forti per conservare libertà, autonomia e indipendenza.
E a questo processo evolutivo della nostra professione che la Fondazione Tommaso Bucciarelli vuole dare un contributo individuando anche percorsi di formazione in un campo come la dimensione strategico-organizzativa degli studi legali tanto importante quanto inesplorato dalla formazione universitaria e post-universitaria.
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(
*) Articolo pubblicato sulla rivista Leg news (Ipsoa) Maggio/Agosto 2003.